Interviste

LNH: Le parole di Cesare Ariatti sul caso Franko

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Continuano le polemiche e i dubbi sul caso Franko ad una sola giornata dal termine della stagione regolare del massimo campionato di hockey inline.

Continuano le polemiche e i dubbi sul caso Franko ad una sola giornata dal termine della stagione regolare del massimo campionato di hockey inline. A seguito della lettera inviata dalla società Polet Trieste alla Fihp, per avere chiarimenti in merito, sui social impazza il dibattito tra favorevoli e contrari. Per l’occasione, la redazione di © Inlinehockeynews.com ha deciso di intervistare il Segretario Generale della Lega Nazionale Hockey, Cesare Ariatti, per chiarire attraverso le sue parole il provvedimento del Collegio di Garanzia del Coni depositato in questi giorni.

La vicenda Milano Quanta relativamente alla questione Franko, si è conclusa in questi giorni con il deposito delle motivazioni del Collegio di Garanzia del Coni che chiariscono in via definitiva tutta la questione. Ora capisco che per una serie di esigenze particolari o di interessi di parte si cerchi di ricostruire questa vicenda attribuendo responsabilità a destra e a manca, ma il tentativo che peraltro non intacca la suscettibilità di nessuno è spoglio e in alcuni casi misero. In realtà tutta la vicenda sulla quale la Lega Nazionale Hockey ha appoggiato totalmente il suo socio Milano in sede di appello contribuendo alla elaborazione del ricorso presentato alla Corte Sportiva di Appello, si riduce ad alcuni semplici fatti e questioni che il Collegio di Garanzia ha poi evidenziato. 

La prima questione riguarda l’art 68 del Regolamento Gare Campionati in line che sancisce che le squalifiche superiori ad una giornata di gara hanno l’obbligo di notifica agli interessati. In egual specie le sanzioni ad atleti e dirigenti in applicazione all’istituto della Recidiva, hanno l’obbligo di notifica ai sensi e per gli effetti dell’articolo 28 punto 2 del Regolamento di Disciplina della FIHP. All’evidenza quindi in sede di appello alla CFA della FIHP abbiamo fatto presente che il combinato disposto degli articoli 60 e 70 del Regolamento di Disciplina che per intenderci regolamentano l’istituto della notifica, dovevano tenere presente in particolare l’art 70, che poteva applicarsi l’istituto della notifica pubblicata sul sito federale se non vi era una regolamentazione particolare diversa, ed infatti si faceva presente in sede di appello alla CFA della FIHP che vi era una regolamentazione particolare.

L’altro aspetto significativo era quello che per una delle tante ragioni di burocrazia, la notifica a Franko e al Milano del cu 126 che aumentava la squalifica non era mai stata fatta. Ora inutile precisare che la organizzazione federale è un po’ farraginosa, che solo dal 1 luglio 2015 si è iniziato un lavoro di controllo diverso, che chi si occupava della segreteria della Giustizia Sportiva a settembre è andata in maternità, e che il suo sostituto attuale non aveva avuto alcuna informativa circa le squalifiche in sospeso.

Cosi come è inutile specificare che dopo la vicenda Molinese della passata stagione agonistica nella quale la società ha di fatto inchiodato la FIHP a responsabilità che non aveva ovvero ha denunciato che FIHP nel formulare a inizio stagione un comunicato informativo non ufficiale che ricordava le squalifiche in sospeso, aveva dimenticato di porre anche la squalifica dell’atleta della Molinese, ingiungendo con questo “j’accuse” la FIHP ad assumere la decisione di non effettuare comunicati informativi a inizio stagione sulle squalifiche in sospeso, creando in tal modo un altro vuoto che ha ovviamente creato ulteriori complicazioni.

Queste sono le semplici questioni, non fu fatta una notifica obbligatoria e quella mancata notifica rende la squalifica irrogata nulla. Per capirci, quante volte abbiamo sentito di processi rinviati in Giustizia Ordinaria per una mancata notifica, o persone uscite di galera per una mancata notifica, dimostrazione che l’istituto della notifica ha la sua valenza, salvo che il regolamento non lo elimini sostituendolo con altro. All’evidenza quindi, Milano aveva ragione al mille per mille e il Collegio di Garanzia del CONI non poteva far altro che confermarlo. Non credo neanche che ci sia colpa degli organi di Giustizia Federale. Il Giudice no perché ha emesso il provvedimento, non spettava a lui la notifica e neanche la Corte Federale di Appello che dovendo giudicare su tre dico tre regolamenti diversi tra loro ci stà che gli potesse sfuggire qualcosa. Senza contare che si era già pronunciata su un caso pressoché analogo, quello di Draghi Torino in precedenza e a mio avviso il Torino (non è socio Lega), avrebbe dovuto impugnare dinanzi al Collegio di Garanzia del Coni quella decisione e avrebbe vinto come si è dimostrato, ma ovviamente piaccia o no essere soci della Lega ha i suoi vantaggi. 

Quindi si chiude la vicenda, quella squalifica in più comminata col cu 126 non esiste, è annullata in quanto non è stata notificata e quindi auguriamoci ma sarà sicuramente cosi che i sistemi di controllo e anche di riforma di alcune norme regolamentari migliorino la situazione e non consentano più fatti di questa natura. Certo rimane l’amaro per il fiume di accuse inesistenti vomitate sulla nostra associazione, pazienza bisogna non fare caso e andare avanti. Oggi la Lega ha un nuovo gruppo dirigente che intende lavorare nella tutela degli interessi dei suoi soci, ma anche di tutto l’hockey più in generale, lasciamo quindi lavorare questo gruppo di persone che saprà sicuramente fare bene.

Cesare Ariatti
Segretario Generale LNH

Foto: Carola Fabrizia Semino

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